Federico II

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Federico II

1990/91 – Facoltà di Giurisprudenza in via Marittima a Napoli.
Committente: Edilindustria Rivelli S.p.A , destinatario Università di Napoli “Federico II”
Prestazione effettuata: Progetto preliminare, definitivo, esecutivo
Importo lavori: £. 25.000.000.000

Classe e categoria:
opere edili, Ic: £ 11.250.000.000
strutture, Ig: £ 7.500.000.000
impianti idraulici, IIIa: £ 1.250.000.000
impianti di climatizzazione, IIIb: £ 3.750.000.000
impianti elettrici e trasmissione dati, IIIc: £ 1.250.000.000

L’opera risulta costituita da due progetti distinti e redatti a distanza di qualche anno, il primo riferito all’edificio ed il secondo alla utilizzazione dei terrazzi scoperti. Con la installazione della bouvette e della aula esterna.

L’opera in esame è stata progettata, inizialmente, come struttura spaziale polifunzionale in grado di essere adeguata alle diverse richieste del mercato e, solo successivamente è stata destinata alle attività didattiche e di ricerca della Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Ubicata su via Marittima tra gli edifici dell’ISVEIMER e della Banca d’Italia, essa costituisce un ulteriore anello di saldatura di quel lungo processo di realizzazione del Piano di Ricostruzione dei quartieri Porto – Mercato – Pendino ed adiacenze (di cui costituisce il comparto n° 13) il quale, approvato nel lontano 1946 con il D.M. N° 2101 del 21/09 di quell’anno.

Tale processo di realizzazione, lungo ed eterogeneo, ha portato ad una scelta progettuale fondata su di una potenzialità tecnologica innovativa che, da una parte, fornisse un ulteriore segno storico leggibile in tutta la strada da Piazza Municipio a Piazza Mercato (ed oltre) e, dall’altra, rivitalizzasse quei pezzi di prospetti stradali che apparivano inadeguati alle tecnologie moderne ed obsoleti per il tempo trascorso dalla data della realizzazione.Il progetto si compone di due livelli interrati destinati a garages e di due livelli fuori terra contenuti nel perimetro della piastra di base destinata ad aule scolastiche. La torre che si eleva dalla quota di copertura della piastra è destinata poi a funzioni didattiche e di ricerca dei dipartimenti della Facoltà di Giurisprudenza.

La pianta dell’edificio rivela una matrice compositiva primaria che è costituita dall’involucro centrale delle scale mobili e dalle scale ordinarie laterali; matrice che restituisce il linguaggio formale e tecnologico complessivo in dipendenza della funzione e della scelta dei materiali strutturali e di rifinitura.

In questa opera è evidente, infatti, l’interagenza tra forma, funzione e struttura che rappresenta il risultato di un processo di ottimizzazione progettuale in cui Architettura, Tecnica e Tecnologia dell’architettura sono pervenuti ad un risultato armonico mediante l’impostazione di un processo costruttivo non parcellizzato e non gerarchizzato nelle scelte tipologiche e nelle procedure di esecuzione.