Centro Polifunzionale Poggioreale

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Centro Polifunzionale Poggioreale

L’insediamento è parte integrante del processo di trasformazione e crescita della porzione orientale di Napoli originato principalmente dalla realizzazione del Centro Direzionale, rispetto al quale, questo intervento può considerarsi un successivo completamente insieme anche al confinante centro polifunzionale INAIL progettato dallo stesso Studio Cennamo architetti&ingegneri.

Sul piano funzionale il progetto nasce come una sorta di “Multipolis” (più funzioni urbane in una unica configurazione linguistica); il complesso architettonico si compone di due corpi a stecca destinati ad alloggi integrati per i dipendenti del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, di un edificio a torre alto circa 70 metri destinato ad alloggi per i dipendenti della ex Azienda Statale per i Servizi Telefonici, della nuova sede degli uffici Napoli Est della Telecom Italia e del centro di grande distribuzione alimentare GS, oltre ad aree esterne e di connessione come un mercato comunale di fiori.

L’approccio progettuale reinterpreta in chiave contemporanea l’esperienza del Movimento Moderno in Europa, con particolare riferimento alla ricerca tipologica di Klein e delle Siedlung tedesche degli anni ’30, coniugata nell’ambito della tradizione abitativa e costruttiva napoletana; il complesso infatti restituisce una visione di definita orizzontalità che scandisce, riproponendola in chiave contemporanea, una percezione basamentale coerente, rassicurante, interrotta ed esaltata dalla emergenza dell’edificio torre e dalla pronunciata articolazione spaziale dei piani orizzontali.

La sequenza compositiva su più superfici a piastra sfalsate su vari livelli, adibite anche a parcheggi e verde attrezzato, ha determinato la possibilità di insediare più funzioni all’interno di un lotto relativamente contenuto in termini dimensionali.

Nel progetto delle residenze viene affrontata, anticipandola progettualmente, la problematica di una eventuale estensione della quadratura interna attraverso verande e simili, con il disegno di un reticolo di facciata tale da offrire, nella eventualità di una azione trasformativa individuale e disarticolata, una sorta di linea guida ordinativa che possa contribuire al mantenimento di una organicità formale anche in presenza di una probabile eterogeneità.

La scelta del tratto finale della via Nuova Poggioreale, a ridosso nell’emiciclo cimiteriale, apparse la collocazione più idonea per definire l’opera come una sorta di “porta” orientale di Napoli considerato che, dall’ingresso in città dalla via Stadera e dalla statale 7 bis Avellino-Nola-Pomigliano d’Arco, il complesso architettonico diviene la prima testimonianza del nuovo disegno urbano dell’area per poi proseguire nell’approfondimento emozionale con il polifunzionale INAIL e con gli edifici del Centro Direzionale.