Concorso Internazionale Di Progettazione Nuovo Auditorium Città Di Isernia

Pianta-livello-IPianta-livello-seminterratoPianta-livello-terraPROSPETTO-ESTPROSPETTO-OVESTPROSPETTO-SUDSCHEDA-ISERNIA-WEB

Auditorium Città Di Isernia

Concorso Internazionale Di Progettazione Nuovo Auditorium Città Di Isernia

Con: studio associato Terreri, Gianluigi Barbato, Camillo Ferrara, Otello Sgueglia

Collaboratori:

Luigi Buonpane, Raffaele Sansone

La ricerca di valori spaziali capaci di proporre inedite esperienze è l’essenza dell’impegno di questa architettura che considera la dinamicità alla base della creatività, perseguendo l’obbiettivo di uno spazio articolato in più parti dove funzioni ed emozioni trovano forza in una sinergica combinazione che dialoga con il luogo, con gli abitanti, con la città.

Due “corpi” architettonici si confrontano e si fondono verso uno spazio comune luogo di connessione delle diverse tipologie che racchiudono varietà di spazi, dal cinema al bar, dagli ambienti espositivi agli uffici, dall’auditorium agli showroom, funzionali alla necessità di relazionare organicamente l’intervento con la città.

La soluzione tipologica si è articolata in una forma definita composta da due edifici, uno a vela contenente l’auditorium, i camerini, i depositi, l’altro costituito da due stecche che nella loro giunzione angolare formano lo snodo distributivo dell’ edificio contenente le sale mostra, il bar, il foyer, il cinema, gli uffici.

L’auditorium, progettato per mille persone, origina da un livello sottoposto di tre metri per poi elevarsi con uno spigolo fino ad una altezza di dodici metri dal piano principale, quasi come se volesse librarsi verso la città suo naturale luogo d’approdo. Al livello a quota -3m si trova anche il garage con 100 posti auto ed un grande patio-giardino che rende il luogo non più solo di servizio ma anche di gratificazione sensoriale.

Alla quota del piano principale emerge in tutta la sua forza la piazza urbana determinante per la fruizione degli spazi che vi si affacciano e per la connessione con il contesto urbano. Nell’edificio angolare le funzioni contenute traspaiono verso lo spazio pubblico, permettendo all’interlocutore di relazionarsi ad esse, nel tentativo di confondere i confini segnati da sottili lastre di vetro.

Due piani inclinati segnano le testate del corpo angolare rafforzato da coperture trasparenti, rendendo cosi questi spazi utilizzabili in diverse situazioni, come rampe d’accesso o come anfiteatro semi esterno. Un dialogo tra matericità ed immatericità che nel linguaggio sinottico afferma l’essenza dell’architettura; di essere organismo condizionante del benessere del fruitore e simbolo del proprio tempo.